mercoledì 24 dicembre 2014

domenica 14 dicembre 2014

Al Lago Blu

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7 Dicembre, noi quattro con Nicola, Silvia, Chiara, Marco, Barbara, Francesco e Tommaso e Ines.
Partenza da Saint Jaques e su sentiero con un po' di neve. Il lago Blu è in realtà ghiacciato e bianco.
Girovagando per l'alta valle d'Ayas tra larici spogli e qualche masso innevato, in una giornata finalmente vissuta ad un ritmo umano.
Molto bello e godibile, soprattutto per l'ottima compagnia.
Da fare più spesso.
Promesso.


martedì 2 dicembre 2014

GIS parte 11: fare le falchette

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La prima parte di Novembre mi ha visto concentrato sulle falchette, una parte molto caratteristica della linea del GIS.

Una breve premessa. Il GIS è sapientemente progettato per avere una struttura leggera ma molto rigida. La posizione delle tre panche, ad esempio, poste a metà altezza tra il fondo e il bordo, è la migliore possibile per irrigidire i fianchi. I due longheroni longitudinali posti sotto lo scafo, conferiscono invece grande rigidità al fondo. 
Le falchette, molto solide e massicce hanno certamente lo scopo di irrigidire i bordi che a questo punto della costruzione rimangono chiaramente la parte meno robusta. 
Se si esclude lo strato di compensato da 6 mm che costituisce la fiancata, le falchette sono formate da ben quattro strati di tre varietà di legni diverse: uno strato esterno di Douglas (gunwale), uno strato ancora più estreno di Mogano (gunwale capping), uno strato interno discontinuo (a blocchetti) di Red Cedar (inwale spacers) e infine uno strato interno di Douglas (inwale). 
A lavoro terminato si ha la sensazione di avere costruito qualcosa di veramente solido!

A parte gli spacers, tutti gli altri strati hanno richiesto uno scarfing, ovvero una operazione preparatoria di incollaggio di due listelli corti per formarne uno solo lungo.

I vari strati sono poi stati incollati uno sull altro, con l-aiuto dei numerosi, e per fortuna economici, 
morsetti necessari in questa fase.

E ora qualche foto, che non fa mai male, soprattutto per chi si trovasse un giorno a questo punto del lavoro.

[il gunwale viene posizionato sul lato estreno]

[formatura delle ordinate, affinche possano ospitare l-inwale] 


[gunwale, gunwale cappings, e alcuni spacers sono stati incollati]

[incollaggio spacers, lato di sinistra]
[ancora incollaggio spacers, un lato per volta, per mancanza di morsetti]
[Una finezza. posizionamento di uno spacer per nascondere una ordinata]


[incollaggio inwale di dritta, finalmente l-ultimo strato]

[la stufetta elettrica e i teli. Un artifizio per far reticolare la resina di notte,
quando la temperatura scende]

[immagine notturna delle falchette completate]

sabato 29 novembre 2014

Home climbing con le amiche

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Stasera, gioventù in festa!
Il mio muro di arrampicata casalingo è anche occasione di gioco-sport di Carola ed Emanuele che di tanto in tanto si ritrovano con i compagne e compagni di scuola. Eh si, a scuola si è sparsa la voce che abbiamo il salotto più figo del quartiere! Piccole soddisfazioni.



martedì 18 novembre 2014

GIS parte 10: allestimenti interni dello scafo

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Ottobre ha visto un meteo con temperature diurne superiori a 15°, ancora buono per l'utilizzo della resina epossidica. I lavori sono quindi andati avanti occupando tutto il tempo libero disponibile.
Seguendo i piani costruttivi, mi sono dedicato ad allestire l'interno della scafo. Che soddisfazione vedere ogni parte prendere posto: cassa della deriva, piede e sostegno dell'albero, la panca di poppa, quella di prua e quella centrale.  Più o meno la routine si è svolta così:
  1. costruzione del pezzo (tracciatura a matita sul legno con squadre, righelli e seguente taglio)
  2. finitura a misure esatte (pialla, raspa e carta-a-vetro) come da progetto
  3. assemblaggio con la Resina da Costruzione  (by Epoxyshop)
  4. asciugatura (1-2 giorni)
  5. tre mani di ricopertura con Resina Trasparente (by Epoxyshop) per rendere il legno impermeabile all'acqua
  6. Altri 2-3 giorni di asciugatura. 
  7. Poi daccapo con una nuovo pezzo.
Al contrario della fase precedente tutto è proceduto senza grossi intoppi. Importante è stato non avere fretta, mantenendo al contempo un buon ritmo coi lavori. Riassumendo:

Alloggiamento dell'albero: ovvero mast step e mast partner, come recitano i piani. Costruito in Douglas e Okumè. La base è in tre pezzi incollati e la parte alta in un solo pezzo ma che diverrà poi un tutt'uno con la panca di prua. Molta attenzione ad incollare il tutto in maniera esatta per avere un albero perfettamente centrato lateralmente e longitudinalmente (speriamo..). Sul GIS, barca semplice ed essenziale, non sono previste ne sartie ne strallo per cui l'assetto dell'albero è determinato per sempre in questa fase della costruzione.

Scassa della deriva: mia intenzione era di realizzare prima la deriva e poi la scassa in modo da creare la larghezza dell'intaglio esattamente in funzione della effettiva larghezza della deriva.  Ma ciò avrebbe significato ritardare di molto i lavori allo scafo, che ad oggi hanno avuto la priorità a causa dell'inverno incombente. Quindi ho deciso di procedere con la scassa, pur accollandomi qualche rischio sul reale spessore della futura deriva. Rischi calcolati..
L'incollaggio della scassa della deriva è stata cosa delicata e ha richiesto una infinita serie di verifiche dell'allineamento con l'asse dello scafo, tramite un cordino teso dall'estrema prua e poppa e innumerevoli misure incrociate.

Rinforzo di prua: il progetto prevede due opzioni: chiudere i due fianchi con una striscia di fibra di vetro, o raccordarli con un listello di legno duro: io ho optato per quest'ultima utilizzando un listello di Mogano 10x15 resinandolo al diritto di prua.

Installazione delle panche: le panche di poppa e di prua hanno bisogno di un sostegno centrale, che è costruito con listelli di Cedro Rosso e raccordi angolari in compensato. Il lavoro più lungo e' stato rifinire la forma delle panche, mediante infiniti metti-e-togli intramezzati da uso smodato della raspa. Un po' noioso.

Posso finalmente dire di avere una barca! In costruzione, ma ormai di barca si tratta. Il prossimo stadio sarà la realizzazione delle falchette, che pare cosa abbastanza lunga. Vederemo.
Intanto la mente divaga tra possibili navigazioni sui laghi italiani e improbabili crociere costiere in stile campeggio nautico...


[incollaggio piede e sostegno dell'albero. Entrambi sono solidamente
 alloggiati tra la paratia 1 e 2]
[Emanuele mostra la cassa della deriva poco prima
della resinatura e chiusura]

[La cassa della deriva appena installata]

[Alla prua ho aggiunto un listello di Mogano a rinforzo]

[Cassa deriva e sostegno albero]
[supporti perimetrali e centrale per la panca di poppa]

[supporti per panca di prua]

[Incollaggio delle tre panche]


venerdì 14 novembre 2014

Silvia alla Superga Vertical Climb

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Questa me la stavo dimenticando:

Il 27 Settembre, Silvia partecipa alla prima 
edizione della corsa podistica Superga Vertical Climb, 7 Km di pura salita con partenza praticamente sotto casa. 

39ma assoluta ma 2a donna!

martedì 11 novembre 2014

Foto per il blog e un po' di nostalgia

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Alla prima neve caduta quest'anno, dedico questa foto "glaciale": Era l'Agosto 1996 e cavalcavo (letteralmente!) la lunga e meravigliosa Cresta dei Liskamm sul Monte Rosa, con l'amico Pino. A rivedere foto come queste, provo un po' di nostalgia per quel periodo selvaggio. Una avventura nuova ogni fine settimana tra l'incertezza della riuscita e la consapevolezza della preparazione. Concentrato e senza alcuna preoccupazione se non quella del prossimo passaggio da affrontare. Padrone del destino. Meravigliosa sensazione di libertà.

domenica 9 novembre 2014

GIS parte 9: Lavori sul fondo

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[il GIS dei sogni..]
Ancora un aggiornamento dal cantiere casalingo (Cantiere Nautico Polisportivo), a relazionare i lavori nelle serate del mese di Settembre. Dopo l'assemblaggio dei fianchi e le paratie dello scafo, è stata la volta del fondo, che finalmente è uscito dal salotto, sul cui pavimento giaceva a guisa di tappeto da alcune settimane. L'incollaggio del fondo, preceduto da un prova a secco, è avvenuto in una lunga notte piovosa ed ha rappresentato in momento più difficile tra tutte le fasi finora incontrate. E' successo che l'elevata quantità di colla necessaria mi ha fatto sopravvalutare il quantitativo di silice in polvere necessario. In pratica, a 2/3 della complessa operazione sono rimasto senza silice. In sua sostituzione ho aggiunto allora alla resina del borotalco ma non sono riuscito ad ottenere la compattezza voluta. Panico. La barca mezza aperta, la colla che inizia ad asciugare, in diluvio in corso (siamo sotto ad un tendone) ..con l'aiuto di Silvia simo passati a mescolare trucioli di segatura (sporca) e perfino ...farina
Poi una compialtion di viti per bloccare l'incollaggio.. La mia particolare religione mi impedisce di usare l'avvitatore elettrico, dunque ho rimediato un semi-paralisi alla mano destra! A notte fonda il lavoro era finito. Ho conservato un campione di resina di tutte le varianti usate per verificare l'indomani l'avvenuto incollaggio. E così è stato.

Nelle successive sere, rimosse le viti e tappatone i buchi, è stata la volta delle canoniche tre mani di resina. Quindi il rinforzo di fibra di vetro lungo la giunzione bordi-fondo.

[preparativi incollaggio del fondo]
[..e operazione terminata]
[tre mani di Epossidica Trasparente]
[laminazione fibra di vetro sui raccordi. Il nastro blu serve a
limitare il gocciolamento]
[prova a secco assemblaggio della deriva.. fase delicata]
[incollaggio tavola per la deriva. Tripudio di colla!!]
[Utilizzo estremo del seghetto alternativo. Taglio preciso ma
 ..molto pericolo per le dita!]

lunedì 3 novembre 2014

Ad Agosto nel Gargano

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Con grande ritardo, il post della nostra vacanza estiva.


Il maltempo che affligge l’Europa ci convince a modificare all'ultimo i piani di vacanza: niente più Olanda, ma giù verso Sud, in Puglia, alla ricerca del sole. Due settimane per visitare lo sperone d’Italia non sono molti, ma abbastanza per farsi un’idea e colmare una nostra lacuna geografica.
Scendiamo con consueta combinazione auto+tenda. Tre giorni a Lerici (tempo instabile e mare agitato) e poi giù fino a raggiungere Peschici ove ormai col buio, troviamo sistemazione in una simpatica e super rilassata area camper-misto-tende: Marina Piccola. Qui sarà la nostra base per tutta la vacanza.

domenica 26 ottobre 2014

Carola prima a Caravino!

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Gara di equitazione stamattina per Carola, specialità gymcana, se così si dice. Siamo al Circolo Ippico "Lo Sperone" di Caravino. Con grande calma e concentrazione (la concorrente prima di lei è caduta ed è uscita in ambulanza) completa in 71 secondi il percorso senza commettere errori, in sella al pony Naeema, del Centro Ippico del Meisino.



domenica 21 settembre 2014

GIS parte 8: nascita dello scafo

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Grande emozione quando Sabato 6 lo scafo ha preso in poche ore, e quasi per magia, la sua forma, e le linee del Goat Island Skiff sono comparse per la prima volta: lo scafo è entrato nella terza dimensione!
Eh si, 3D. Grande emozione ma anche timore di sbagliare qualcosa in questa delicata fase, dove la resina epossidica blocca per sempre tra loro i vari pezzi, incusi eventuali errori. E' stata anche una liberazione nel togliere dalla casa tutti gli enormi e ingombranti pezzi di barca che erano diventati abbastanza insopportabili.

Ma andiamo con ordine. Un test a secco, con sole viti, lo avevo già fatto la domenica prima. Si è trattato ora di aggiungere la colla e rimontare il tutto con le viti, usando i fori che avevo fatto precedentemente. 

[I fianchi sono collegati al diritto di prua]
[Inizio a chiudere le code..]
Ho inizialmente unito saldamente le due fiancate al diritto di prua (cioè lo stem), ottenendo una enorme V che ha riempito da un muro all'altro tutto il piccolo cortile. A questo punto è iniziata la parte più difficile con l'incollaggio della paratie n.1 e n.2. Questa fase prevede di avvicinare tra loro le code delle due fiancate e quindi creare verso prua una struttura a forma d A, molto, molto tensionata. Ho fatto tutto da solo grazie all'utilizzo di un paranco. Io ne ho inventato uno di stampo alpinistico (usando moschettoni, corda e fettucce) e intagliandomi ad hoc due ganci ricavati da due pezzi di legno di scarto. E' anche possibile usarne uno già preparato come quelli di fettuccia usati per fissare i carichi sui camion.

[I due ganci allargano la parte alta, mentre in basso il paranco chiude]
[Il paranco e la paratia n.1]
Non è stato facile, poiché la colla costituisce uno strato molto scivoloso e la paratia n.1 vorrebbe disperatamente uscire schizzare verso l'alto: gli scricchiolii sinistri dei legni che si piegano, la colla che va dappertutto, il paranco da tirare e bloccare, cacciavite e viti che scappano, gli allineamenti segnati a matita da ritrovare con precisione... un lavoraccio. Alla fine, più facilmente incollo la paratia n.3, la n.4 e FINALMENTE ..lo specchio di poppa.

[A metà del lavoro]
[Lo specchio di poppa è incollato]
Guardando la creatura, rimango estasiato dalle linee che sono letteralmente sbucate dal nulla. I fianchi che poco prima, coricati a terra, avevano una forma sgraziata, ora hanno l'inconfondibile linea prevista dal progettista: prua è alta e diritta, il bordo è dolce e scende con continuità verso poppa. Si è formato il rocker, cioè la curvatura prua-poppa dei bordi inferiori dei fianchi. La sezione di prua è affilatissima... un vero Goat Island!

[Uscita dalle tenebre!]
[Il lavoro con la pialla Stanley sui chinelogs]
La seguenti sere dopo il lavoro sono spese in un lungo ma piacevole lavoro di pialla, col fine di spianare i due chinelogs (cioè i montanti inferiori) e creare la superficie piana adatta all'incollaggio del fondo. Una accurata verifica della geometria dello scafo non evidenzia anomalie di simmetria. Che sollievo! Una imprecisione in realtà c'è: la paratie n.3 e n.4 sono montate lievemente (qualche millimetro) basse e dovrò spessorarle prima di incollare il fondo. Poco male. Un lavoretto imprevisto si aggiunge, ma l'inconveniente si risolverà senza lasciar tracce.

[L'allineamento delle paratie: la perfezione!]
[La produzione massiva di trucioli di Cedro Rosso
segna il procedere del lavoro di piallatura dei chinelogs]


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